In Europa ogni giorno vengono uccise sette donne. In Italia muore una donna

ogni due giorni, quasi sempre per mano del partner. La violenza sulle donne è un fenomeno purtroppo in crescita che coinvolge tutte le generazioni. In molte subiscono in silenzio, nella solitudine, senza denunciare.

E poi c’è una violenza di cui nessuno parla. Quella sulle donne anziane. La

violenza sulla terza e quarta età non è solo una tematica complessa che

riguarda il sistema socio-sanitario ma è in generale un vero e proprio tabù

sociale.

Il rapporto pubblicato dall’OMS sui maltrattamenti alle persone anziane

racconta di 8.300 ultrasessantenni vittime di omicidio in Europa e di 10.000

anziani oggetto di abusi quotidiani da parte di operatori, familiari o altre

persone. Le violenze si consumano nelle case di riposo, negli ospedali, fra le

mura domestiche.

Spesso chi è costretto da una malattia o da altre circostanze legate

all’avanzare dell’età ad affidarsi all’assistenza altrui perde la propria autonomia

e la propria capacità di autodeterminazione. Molte di queste persone non sono

più in grado di esternare i propri desideri e le proprie necessità, trovandosi così

a dipendere dagli altri. La violenza nei confronti delle persone anziane può

assumere diverse forme. Può consistere in abusi fisici e psicologici fino ad

arrivare allo sfruttamento economico. Bisogna poi pensare anche a tutte le

azioni e le omissioni in grado di produrre gravi ripercussioni sul benessere

fisico ed emotivo della persona anziana. Anche questo è da considerarsi a

pieno titolo “violenza”.

È poi molto diffusa l’errata convinzione che le donne anziane non siano vittime

di abusi sessuali. È una convinzione errata perché spesso gli uomini diventano

autori di violenza proprio perché sfruttano l’incapacità delle donne a difendersi

e la loro vulnerabilità.

Tutte queste ragioni hanno indotto lo Spi, insieme alla Funzione Pubblica

nazionale, a costruire per l’8 Marzo una campagna nelle case di riposo di tutta

Italia, “Insieme”. L’obiettivo è individuare in ogni territorio una casa di riposo

da visitare nel corso di tutto il 2017 per creare una relazione con le ospiti e le

lavoratrici delle strutture e per costruire un percorso comune che favorisca

l’emersione dei problemi e delle criticità. Sì, un compito difficile, ma ancor più

arduo in un ambito, quello della non autosufficienza, caratterizzato da scarsa

capacità di rappresentanza.

Il sindacato dei pensionati della Cgil ce la mette tutta. Per essere presente e

vicino alle donne che vivono tutti i giorni nelle case di riposo. Per sensibilizzare

l’opinione pubblica. Per intervenire e aiutare, concretamente. Combattiamo

insieme questa difficile battaglia.

Lucia Rossi

Segretaria nazionale Spi Cgil

(SINTESI)

 

ESPERIENZE ALLA RSA DI SAN GIOVANNI FAVORITE DAL CIRCOLO PERTINI COL SOSTEGNO DELLO SPI CGIL ELBANO--CLICCATE SUI LINK CHE SEGUONO

 

http://www.circolopertinielba.org/attivita/826-oggi-il-pertini-va-alla-rsa-con-il-coro-armonia

 

 

http://www.elbareport.it/eventi-societa/item/7123-pittura-e-solidariet%C3%A0-atto-i-alla-rsa-san-giovanni

 

 

http://www.elbareport.it/eventi-societa/item/7731-prorogata-la-mostra-di-quadri-alla-rsa-di-san-giovanni

 

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