Centinaia di delegati del sindacato della Cgil della Toscana si sono ritrovati il 3 settembre al teatro Massimo di Figline Val d'Arno e per lo Spi Cgil isolano hanno partecipato Giuseppe Pisani e signora, Lidos e l'addetto stampa della sede sindacale elbana di via della Fonderia.  Daniela Cappelli ha avuto il compito di introdurre e coordinare l'evento, quale segretario generale del sindacato pensionati della Toscana. “Ho scelto questo tipo di incontro a tavola rotonda, nella speranza di dare maggiori contenuti e riflessioni al convegno”, ha detto e quindi ha dato la parola, a turno, agli esperti invitati, facendo loro domande sul tema dell'incontro, in due tornate. Hanno partecipato sul palcoscenico Dalida Angelini segretario generale della Cgil Toscana, Jacopo Dionisio dell'esecutivo nazionale dell'unione degli universitari. l' Onorevole Maria Luisa Gnecchi capogruppo del Pd della commissione lavoro della Camera, quindi Elena Bindi docente di diritto costituzionale all'Università di Siena, Andrea Volterranni ricercatore e docente universitario di sociologia e Ivan Pedretti della segretaria nazionale del sindacato pensionati della Cgil.

 

 

Il quadro che è emerso dalle varie riflessioni degli esperti, è quello di una crisi pesante della politica e quindi della società, nella quale non è escluso il movimento sindacale. Una crisi che fa notare come in Parlamento, lo ha riferito l'onorevole Gnecchi, regni la massima divisione tra i gruppi politici che non dialogano fino al punto di non prendere in considerazione documenti o indicazioni e decisioni che si cerca di far circolare, semplicemente perché i vari “comandanti” dei gruppi politici probabilmente vietano ai propri uomini tale dialogo. Ciò perché vale sono il punto di vista di ogni gruppo e viene rifiutato ogni contatto proficuo tra le varie forze.

 

 

Regna allora nel Parlamento la più grande disinformazione, la mancanza di conoscenza reale  delle varie disposizioni, delle norme emergenti, delle varie proposte del governo o delle opposizioni e quanto altro. Un Parlamento del tutto ignorante o quasi. Un fatto gravissimo che pregiudica la qualità necessaria, le soluzioni anche da condividere per far procedere il Paese nel migliore dei modi. Anche il sindacato non riesce a confrontarsi con il mondo politico, le grandi manifestazioni vanno ripensate, è stato detto, non portano a risultati importanti. Il sindacato ha evidentemente perso il potere che aveva molti anni addietro e necessita, come come ha detto Pedretti,  parlare alla base, essere vicini ai bisogni della gente, essere nei luoghi di lavoro e quindi deve saper rispondere il sindacaro, trovando le soluzioni da imporre a chi governa. È stato parlato ovviamente della legge Fornero che tutti hanno accettato e che ora tutti non vorrebbero più, legge che secondo i convenuti ha provocato disastri. Una legge imposta per correre ai ripari in una Italia vicino al default e per trovare i soldi, come sempre, si è provveduto agendo sui lavoratori e sui pensionati. E niente si vede all'orizzonte per migliorare la situazione degli esodati e altre categorie che hanno contratti di lavoro fermi da anni. Volterrrani ha evidenziato come il welfare (stato sociale) sia complesso, ma i governi lo considerano ristretto a concetti di lavoro e di reddito, per cui la politica non tiene conto della realtà sociale in cui si trovano le persone, con chi è escluso dal mondo del lavoro, milioni di giovani, e sempre la politica pare non conoscere la vita reale della gente. Non si possono fare solo dei conti matematici, è emerso dagli esperti, esistono 9 milioni di persone non si curano più per non pagare il ticket. Occorrono pensioni più dignitose, ma esiste  una situazione di impotenza per il sindacato ridotto ad un maxi apparato e la maggioranza delle pensioni oggi va da 500 a 1000 euro al mese, cifre con le quali molte persone non riescono a vivere. Jacopo Dionisio ha messo in evidenza che occorre una battaglia comune tra gioventù e pensionati e anche altri interventi hanno posto in evidenza come siano proprio i sindacati dei pensionati a conoscere e vivere la realtà sociale, la verità delle difficoltà esistenziali. E  tutti diventeranno, bene o male, pensionati un giorno e quindi dovranno fare i conti con un sistema sociale che evidentemente non funziona. Illuminante è stato l'intervento della docente di diritto per far capire come abbia lavorato la Corte costituzionale. Ed è emerso che purtroppo il governo, per tutelare la spesa pubblica, può sacrificare i livelli di pensione e ciò è certamente ingiusto. Una situazione complessa che è veramente espressione di difficoltà e di carenza e Pedretti ha ribadito che occorre scendere dal proprio piedistallo. “Ci vuole un sindacato nuovo, rigenerato. Ci vogliono- ha detto- i sindacati di quartiere per riuscire a incidere, conoscendo le esigenze reali  e partendo da tali bisogni si possono rivendicare ai governi le soluzioni migliori. Bisogna che il sindacato sappia proporre un rinnovamento di se stesso e di tutto il welfare e c'è da puntare alla parificazione fiscale tra lavoratori e pensionati, rilanciando anche una società che si muove nella solidarietà, per riuscire a garantire alle grandi masse di vivere senza disagi”. A proposito di questo, di grandi masse e di grandi disagi, un pensiero è stato rivolto alla vicenda mondiale dei profughi. Un fenomeno che il pianeta non sa affrontare, un esodo che vede centinaia di migliaia di persone arrivare in Europa. Occorre che le Nazioni Unite e tutte le forze internazionali, prendano in esame la questione con forza, perché si tratta di una vicenda drammatica, epocale, che va risolta con ben altri metodi, attuando politiche nuove con soluzioni reali e di qualità, per riparare un mondo guasto, che la stessa umanità ha creato. E' mancata infine, secondo chi scrive, di fare un documento finale da proporre allo stesso sindacato e al governo, ed anche un documento sul fenomeno dell'esodo dei migranti. A seguire maxi pranzo presso un noto altrettanto maxi camping della zona; poi  la giornata si è conclusa con una manifestazione pubblica in piazza Marsilio Ficino, nella quale sono stati premiati i diffusori di Liberetà, la rivista nazionale dello Spi Cgil.

 

 

 

 

 

 

 

ALCUNI DATI DELLO SPI CGIL DI FIRENZE

Sono un 1.079.430 i pensionati in Toscana, il 60,18% prende meno di 1500 al mese. Fra di loro ci sono anche quelli che ne prendono meno di mille, sono il 35.59%, e quelli che ne prendono meno di 500, sono 8.92% del totale.

Nel 2014, ad esempio, in Toscana – si legge nel comunicato dello Spi Toscana –  l’Inps ha effettuato, su circa 100.000 aziende, 5.000 controlli, rilevando un tasso di irregolarità superiore all’85% a conferma che, anche nella nostra regione, l’illegalità e la criminalità hanno raggiunto livelli preoccupanti. E’ stata accertata una presenza di circa 4.000 lavoratori in nero e un’evasione contributiva di oltre 70 milioni e, visto che i controlli hanno riguardato solo il 5% delle Aziende, non è rinviabile un deciso intervento per recuperare risorse importanti per l’INPS e per il bilancio dello Stato.

 

 

 

 

 

 

 

Pensionati CGIL dell'Elba - Via della Fonderia, 5 - 57037 Portoferraio (LI) - C.F.: 91008290495 Copyright © 2011 All Rights Reserved.

Questo sito utilizza cookie utili a migliorare la consultazione delle nostre offerte.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando su qualunque suo elemento, acconsenti all’uso dei cookie.