«Il conto corrente è uno sconosciuto per i nostri anziani»

Spi-Cgil preoccupato per il provvedimento anti-evasione A marzo stop ai contanti per le pensioni sopra 980 euro

di Stefano Taglione

PORTOFERRAIO

Da marzo non si potranno più ritirare in contanti le pensioni superiori a 980 euro. Una brutta notizia per 450mila pensionati italiani, che sono alla ricerca di soluzioni non dispendiose. Scegliere fra conti correnti, carte prepagate e libretti al portatore può essere un problema per chi non ha mai usato i cosiddetti “soldi di plastica”. L’Elba non fa eccezione.

Addio contanti. Gli anziani sono preoccupati e non vivono bene le novità introdotte dal governo Monti. Come ci confermano anche gli operatori postali, la confusione regna sovrana. Alcune persone non hanno ancora capito bene che cosa succederà fra meno di due mesi. C’è chi, addirittura, pensa che da marzo in poi perderà la parte di pensione sopra i 1.000 euro. Niente di più falso, ma il problema rimane e interesserà anche chi ha una pensione più bassa.

A novembre e dicembre chi ritirerà la mensilità assieme alla tredicesima e dovesse superare i 980 euro non potrà più farlo in contanti, ma dovrà trovare una soluzione alternativa. «In questo modo molte più persone supereranno questa soglia – dice Maria Mibelli, responsabile elbana dello Spi-Cgil – e dovranno per forza accreditarla su un conto corrente o un libretto. Per questi pensionati, e sono molti, il problema è solo rimandato a dopo l’estate, quando dovranno prendere una decisione».

Soluzioni. Molte persone si presentano al sindacato per chiedere spiegazioni, alla ricerca della via più economica per ritirare la pensione. «Gli anziani – continua Mibelli – vivono un grave disagio. Noi abbiamo consigliato loro l’apertura di un libretto al portatore alle Poste, visto che è gratis e possono prelevare tutti i soldi che vogliono, a condizione che non lo lascino vuoto altrimenti si spegne». Le banche costano di più e, per chi vuole ritirare la pensione e continuare a pagare in contanti, non convengono, a sentire il sindacato. «Io non le consiglio – continua Mibelli – perché non sono mai a costo zero. Il Monte dei Paschi, ad esempio, non versa la pensione sui libretti al portatore e consiglia ai clienti di aprire un conto corrente. Questi prodotti bancari, seppur bassi, hanno sempre un costo e la maggior parte degli anziani non hanno minimamente idea di come si gestiscano. Non si può pensare che da un giorno all’altro un ultrasettantenne si possa aprire un conto corrente e impari ad usare un bancomat, che fra l’altro ha un codice di cui ci si può facilmente dimenticare».

Conto o non conto. Poste Italiane è stata fra le prime aziende a venire incontro ai pensionati, presentando tre prodotti a costo zero. Il primo è la Inps Card, una carta ricaricabile su cui è possibile accreditare la pensione prelevando i contanti gratuitamente presso qualunque ufficio postale o Postamat. Poi ci sono il classico libretto postale ordinario, privo di spese e che riconosce sulle somme depositate un tasso di interesse dell’1,40% e il conto corrente BancoPosta Più, che sarà gratuito per i pensionati di età superiore ai 65 anni che accrediteranno la pensione entro il 31 marzo e manterranno attivo il servizio fino al 31 dicembre 2012. Anche le banche dell’isola si stanno attrezzando. «Entro fine gennaio – dice il presidente della Banca dell’Elba, Luca Bartolini – presenteremo delle offerte pensate per i pensionati. Ci saranno diverse tipologie di conti correnti, il cui prezzo varia a seconda di quanto una persona vuole utilizzare il conto. Il prodotto più economico è, senza dubbio, la carta ricaricabile, il cui costo sarà veramente risibile. Fra l’altro – aggiunge Bartolini – da molti mesi ai nostri clienti pensionati rimborsiamo le spese per la dichiarazione dei redditi».

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