Ospedale elbano, la Cgil contro i sindaci: basta campanilismi

da il tirreno

Ma Ruggero Barbetti parla chiaro: "Noi vogliamo l'autonomia"

L'ospedale di Portoferraio

PORTOFERRAIO. Gli ospedali in rete sarebbero un vantaggio anche per l’Elba. E i sindacati sono preoccupati della situazione attuale, senza sbocchi. Lo dicono senza mezzi termini Franca Taddei della segreteria generale della Cgil di Livorno e Mauro Scalabrini, coordinatore della Cgil Elba che, in qualche modo, tirano le orecchie ai sindaci elbani. Ma il sindaco di Capoliveri,Ruggero Barbetti, nello stesso giorno scrive cose diametralmente opposte.

«Siamo molto preoccupati per la situazione di stallo che si è venuta a creare a seguito della decisione di non aderire al progetto degli ospedali in rete della zona sud della nostra provincia da parte della articolazione zonale della conferenza dei sindaci dell'Elba» questo il grido di allarme della Cgil provinciale.

«La nostra preoccupazione era già alta vedendo che la conferenza dei sindaci provinciale riunita all'Elba nella scorsa settimana si era risolta in un insuccesso incapace di eleggere perfino un vicepresidente! Questo significa, ancora una volta, che le istituzioni non sono in grado di comprendere la situazione di grande difficoltà in cui si trovano i servizi sanitari della zona dell'Elba e del resto della nostra provincia e non sono in grado di elaborare indirizzi programmatici che vadano oltre la visione particolare e campanilistica legata ai confini dei propri comuni».

«Stupisce che ancora si presti orecchie alle sirene di vari comitati e non si risponda alle richieste delle organizzazioni sindacali che hanno inviato da tempo una piattaforma unitaria da essere valutarla congiuntamente. Evidentemente la voce dei lavoratori e dei pensionati non è da tenere in considerazione! Anche la nostra piattaforma prevedeva un progetto di sinergie che avrebbe dato vere garanzie di sicurezza all'ospedale di Portoferraio (ma anche di Piombino e Cecina) anche a fronte dei criteri stabiliti dal decreto Balduzzi (che individua in un bacino di utenza di oltre 150.000 abitanti per servizi di secondo livello e specialistici, punto nascita,ecc.). Evidentemente si è dimenticata già la beffa subita dai cittadini elbani dei patti territoriali stipulati con l'assessore regionale a seguito delle manifestazioni dei comitati elbani ,ma mai finanziati, nè realizzati».

I sindacati ricordano i problemi dei servizi sanitari nella nostra provincia. «Ci sono liste di attesa lunghissime, problemi dei pronto soccorso, posti letto ridotti all'osso, abbondantemente sotto la media regionale, mancata riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali, medici di base che continuano ad avere un atteggiamento negativo sulle innovazioni proposte, dalle cure primarie alla sanità di iniziativa ed infine la non apertura delle case della salute -tutte attività che potenzialmente potrebbero aver avuto il compito di dare servizi di qualità ai cittadini,di sgravare il lavoro immenso svolto con grande sacrificio degli addetti all'assistenza ospedaliera, dai medici agli “Oss” passando per il personale infermieristico, quindi mettere ordine in un sistema sotto attacco da un punto di vista della carenza e riduzione delle risorse che mette a rischio l'universalità del servizio sanitario. Siamo in una fase di cambiamento drastico della geografia delle Aziende sanitarie con la proposta della giunta regionale per l'accorpamento delle Aziende sanitarie con un’importante riduzione (da 12 a 3) operazione che la Cgil guarda con interesse per le risorse che potranno essere risparmiate e reinvestite nel sistema sanitario, ma allo stesso tempo con grande apprensione visti i problemi e le difficoltà storiche di cattiva organizzazione e di mancanza di visione strategica che già a livello provinciale si verifica sopratutto per l'assenza di programmazione (ricordiamo che il piano attuativo locale per i servizi sanitari nella provincia di Livorno non viene elaborato dal lontano 2001). Inoltre la legge di stabilità tagliando oltre 400milioni alla regione obbligherà ad ulteriori tagli sui servizi sanitari. Crediamo che solo con un’azione sinergica ed intelligente tra le istituzioni si possa tentare di mantenere servizi dignitosi e di qualità ai cittadini».

La Cgil quindi invita i presidenti delle zone della Val di Cornia e della Val di Cecina a proseguire sulla strada di una forte sinergia tra i due presidi ospedalieri di Piombino e Cecina, anche per uno sviluppo conseguente dei servizi territoriali e specialistici. «Ribadiamo la nostra richiesta di essere convocati al più presto per un incontro con i presidenti delle articolazioni zonali della conferenza dei sindaci al fine di discutere quanto elaborato nella piattaforma unitaria nello scorso ottobre. Non possiamo aspettare. C'è bisogno che la politica dia risposte concrete e tempestive. Se la politica non programma l'azienda continuerà a gestire in maniera inadeguata secondo le usuali spinte corporative dei soggetti più forti a discapito della collettività».

Il sindaco di Capoliveri, Barbetti: "Noi vogliamo l'autonomia"

Ma Ruggero Barbetti, sindaco di Capoliveri, la vede in modo ben diverso dalla Cgil. Dice che l’Elba vuole tornare all'autonomia, quasi che riuscisse a essere autosufficiente, come un principato. E invece i numeri sono lontani da quelli previsti dal piano regionale. «Il "no" sulla rete ospedaliera fra Portoferraio, Piombino e Cecina, espresso martedì nella conferenza dei sindaci è la conferma che c'è la volontà di tornare alle origini e riportare autonomia organizzativa e decisionale nel sistema sanitario elbano. Due gli obiettivi nelle nuove intenzioni dei sindaci dell'Elba: l'ospedale dovrà diventare ospedale di base, e non mero ospedale di prossimità come classificato dal piano socio sanitario regionale. Contro questa classificazione Portoferraio ha fatto ricorso al Tar mentre Capoliveri ha scelto la strada del ricorso al Presidente della Repubblica: impedire accorpamenti con le strutture socio sanitarie della costa che di fatto vanno nella direzione di depotenziare il presidio elbano e che renderebbero più deboli anche gli altri due. Non comprendiamo questa logica del ridimensionamento».

Ruggero Barbetti

Ruggero Barbetti

Barbetti spiega che l’Elba è la terza isola d'Italia, con una popolazione stabile di oltre 35.000 abitanti, un'economia basata sul turismo che nella stagione turistica porta oltre 5.000.000 di presenze sul territorio. «Il presidio sanitario elbano deve essere messo in grado di garantire efficienza ed efficacia per 365 giorni all'anno, tanto ai cittadini residenti, quanto ai visitatori che arrivano anche da destinazioni internazionali. Basta con i tagli insensati ed ingiustificati e basta cedere di fronte a proposte, come quella della rete ospedaliera fra Portoferraio, Piombino e Cecina. Lo smantellamento è iniziato negli anni '90 quando l'Elba, a causa dell'accorpamento con Piombino, ha perso la sua Usl che gestiva un servizio che funzionava molto bene. E le conseguenze le abbiamo pagate tutti. Non possiamo anche questa volta assecondare progetti, come quello proposto dai sindaci della costa, che nulla danno, ma anzi tolgono al territorio. Non vogliamo un ospedale fantasma, un ospedale che è presente come struttura, ma che è inesistente quanto a servizi e a capacità d'intervento. Ne siamo convinti e non comprendiamo perché anche Cecina e Piombino non pretendano altrettanto e soprattutto perché i rappresentanti di questi territori non provino a dare nuovo slancio ai propri presidi sanitari, oggi in difficoltà».

Barbetti è chiaro: «Ora è il momento di invertire la rotta e puntare invece a potenziare il nostro ospedale. A Piombino e Cecina chiediamo perchè anche loro non lavorano in questa direzione e non combattono per strutture ospedaliere di eccellenza. Lavorano per un compromesso al ribasso invece di combattere per le peculiarità del loro territorio. Forse perché sono politicamente contigui al governo regionale e non hanno l'autonomia o soprattutto il coraggio di disturbare il manovratore?»

 

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