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ESITI DEL MINI CONVEGNO SULLA CARDIOLOGIA, VOLUTO DALLO SPI CGIL; RASSICURAZIONI DA PARTE DEI MEDICI OSPEDALIERI, MA LA CGIL VUOLE APPROFONDIRE PER POI INCONTARE L'ASSESSORE REGIONALE.

ANSELMI " CI VOGLIONO SOLUZIONI IN LINEA CON LE VERE ESIGENZE DELLA GENTE IN FATTO DI TUTELA DELLA SALUTE, SE NON SAREMO ASCOLTATI FAREMO DURE AZIONI DI PROTESTA".

 

 

 

 

UN MOMENTO DELL'INCONTRO ALLA PROVINCIA

 

 

Un incontro ben strutturato e partecipato, nonché di valore sociale. E' quello che è stato gestito dalla segreteria del sindacato dei pensionati della Cgil (Lunghi, Dari, Antonini e Pisani) e dal coordinatore della Camera del lavoro di via della Fonderia, Manuel Anselmi. E' stato realizzato per far riflettere sul tema di un necessario potenziamento della cardiologia all'ospedale di San Rocco, grazie alle reiterate sollecitazioni fatte, nel recente passato, dal dr. Mario Mellini cavese, con lettere ai sindaci e a mezzo stampa.

L'assemblea si è tenuta venerdì scorso nella sala della provincia, di fronte a un folto pubblico, presente il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, unico primo cittadino che ha partecipato, purtroppo, come ha fatto notare Anselmi a conclusione dei lavori. Ferrari ha fatto un intervento per ringraziare della realizzazione del convegno e ha ribadito che si deve saper rispondere alle esigenze reali del elbani in fatto di sanità, al di là di limiti fisici, propri di un'isola, ed economici. Hanno partecipato anche il direttore del nosocomio dr. Bruno Graziano e il cardiologo, unico in servizio, dr Alberto Iurato, che si sono aggiunti ai tre relatori programmati per l'incontro, valer a dire il dr, Mario Mellini già primario di cardiologia ora in pensione, il dr. Gianni Donigaglia responsabile del distretto sanitario dell'Elba, la dr.a Lara Frediani direttore di emodinamica e della rete infarto di Livorno. Presenti altri medici, esponenti sindacali della Cisl, ovviamente delegati dello Spi Cgil ed altri cittadini elbani.

 

 

IMMMAGINE PANORAMICA  DEL CONVEGNO ( DA TENEWS )

 

 

Proviamo quindi a sinterizzare, drasticamente, ciò che è emerso in oltre 2 ore e 30 di relazioni e interventi, e quest'ultimi, vista la ristrettezza del tempo, sono stati limitati a 5 minuti e hanno visto al microfono Pirro Taddei dello Spi Cgil, Umberto Canovaro candidato sindaco al comune di Rio, Ivo Gentili della Cisl, Luciano Campitelli e Francesco Semeraro dei Comitati Sanità e Arturo Francini impegnato in una azione sulle problematiche dei traghetti che riguardano anche il trasporto dei malati. I relatori ufficiali quindi sono stati il Dr, Mario Mellini primario di cardiologia in pensione, che da tempo si impegna a sollecitare l'opinione pubblica affinché sia realizzata nell'ospedale elbano una Utic (unita di terapia intensiva cardiologica) dotata di almeno 5 medici, anche in considerazione del fatto che, ad esempio, l'isola d'Ischia possiede tale team e non si capisce perché non la possa avere anche l'Elba ( a tal proposto si veda la nota in fondo a questo scritto segnalata dallo stesso medico).

 

 

 

 

IL DR. MARIO MELLINI GIA' PRIMARIO DI CARDIOLOGIA A PIETRA LIGURE

 

 

 

Ma l'estrema sintesi dell'incontro facciamola partire dall'intervento conclusivo, molto significativo e incisivo, del coordinatore della Cgil Manuel Anselmi, che ha preso impegno di incontrare entro giugno, l'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, e per fare questo vuole approfondire la realtà delle esigenze, sentendo i cittadini elbani e gli enti, in fatto di assistenza sanitaria. Al momento ha preso atto delle informazioni date dai medici e Donigaglia, si è impegnato ad dire alla sala, con diapositive, di come gli elbani abbiano un tasso di mortalità in linea con quelli della regione, per cui non esiste una situazione di handicap rivelata dalle statistiche di tale tipo, per cui vivere sull'isola non significa avere maggiori negatività. Mentre la dottoressa Frediani, direttore di emodinamica a Livorno, sempre con proiezioni, ha dimostrato i progressi ottenuti dalla “Rete infarto” , creata dal 2016 anche per l'isola, che permette di accelerare i tempi di intervento, evitando di far passare l'infartuato dal pronto soccorso, in modo da accelerare di molto i tempi di diagnosi e intervento e quindi sono possibili le migliori soluzioni . Con la telemedicina in rete crescono le azioni salvavita, anche per le zone più lontane da Livorno, in quanto viene individuato il caso, il paziente viene stabilizzato, anche con la fibrinolisi e quindi viene trasportato in elicottero dove avrà le cure definitive salvavita (272 soccorsi nel 2017 per una spesa totale di 2.600 milioni di euro, ndr). In molti poi hanno convenuto sull'importanza di realizzare sull'Elba una base per elisoccorso in modo da avere già a portata di mano il velivolo per le emergenze.

Ecco qua il link del comune di Cecina che fa vedere la “Rete infarto” descritta dalla dr. Frediani, basta cliccarci sopra e si vedranno tabelle e spiegazioni tecniche.

http://www.comune.cecina.li.it/sites/default/files/archivio/documenti/notizie/2018/riorganizzazione-dei-servizi-socio-sanitari-delle-valli-etrusche-il-documento/rete_infarto.pdf

Ma Anselmi ha ribadito, al termine dell'incontro, che occorre verificare che le soluzioni siano effettivamente adeguate e se non lo fossero e se le Regione non ascoltasse le rivendicazioni degli elbani, fatte tramite la Cgil isolana, il sindacato sarebbe costretto a promuovere iniziative di protesta importanti, come quelle che avvennero per la chiusura delle miniere negli anni '70 quando furono fermate le navi per opporsi alle decisioni governative.

Quindi nonostante le rassicurazioni dei medici intervenuti e la rete telematica esistente per individuare in tempi brevi la situazione degli infartuati, di fatto l'ospedale rimane con un solo cardiologo, che ora pare sarà potenziato, ha detto il dr. Iurato, da un altro specialista per 20 ore, che pare, da voci di corridoio, farà solo azione di ambulatorio. I medici suppliscono all'assenza di una Utic con postazioni dedicate ai sofferenti di cuore con postazioni di monitoraggio nel reparto di medicina,

Ma Mellini, nella fase conclusiva, ha ribadito che sono pochi un cardiologo e mezzo, per far fronte alle necessità di un ospedale che ha un bacino di 30.000 persone da curare e in estate la popolazione sale a circa 300.000 unità. L'ospedale, ha detto, non è mai stato in grado di applicare un pacemaker, che occorre in caso di intervento su pazienti colpiti appunto da infarto causato da aritmie ipocinetiche le quali richiedono tale applicazione. “In proposito Iurato ha tentato di rassicurare, dicendo “Noi, in tali casi applichiamo un pacemaker provvisorio fatto di due placche da porre al torace che danno necessarie scosse elettriche, per far fronte al trasporto del paziente ad altra struttura che agirà al meglio”. Mellini ha contestato tale soluzione , perché oltre alle spese che deve sostenere la famiglia per seguire il malato, il trattamento provvisorio fa aumentare le sofferenze del paziente infartuato in quanto le scosse elettriche sono importanti e danno dolore con contrazioni muscolari nel torace. Se invece fosse presente in loco un cardiologo che lo sa applicare il pacemaker tutto ciò sarebbe evitato e non ci vuole molto a istruire un cardiologo per tale tecnica.

Il dr. Graziano inoltre ha posto in rilievo soprattutto due questioni, che occorre una massiccia prevenzione primaria riguardante l'informare i cittadini sui sintomi reali di tale malattia cardiaca, in modo da poter agire in fretta, al primo insorgere dei sintomi e questo garantirebbe maggiori successi salvavita. All'ospedale poi- ha detto- manca l'ecocardiografo da applicare per 24 ore, necessario a individuare altri particolari patologie del cuore.

Tra gli interventi da notare quello del Campitelli, in linea con quello del suo collega del Comitato Elba Salute Semeraro, che ha posto in evidenza un fatto importante e cioè di come sia sempre più evidente che la sanità pubblica è progressivamente ridotta, senza tener conto dell'insularità, come servizi e personale e ciò va a favorire la sanità   privata (Nb: lo sostiene in una relazione anche la segretaria regionale Cappelli della Cgil) e infatti fioriscono i Centri salute a Portoferraio che fanno esami e di certo si affollano gli ambulatori dei cardiologi privati elbani.

La riunione si è conclusa con l'auspicio di molti di proseguire nell'analisi e nel dibattito tra enti e cittadini, per appunto capire le esigenze reali e quindi andare al confronto con con la regione al fine di ottenere soluzioni radicalmente positive, per un futuro migliore degli elbani e degli ospiti.

OSPEDALE RIZZOLI DI ISCHIA

L'Ospedale Anna Rizzoli, situato in Via Fundera a Lacco Ameno sull'isola di Ischia in provincia di Napoli, è presidio ospedaliero della Azienda Sanitaria Locale Napoli 2 Nord, che comprende un territorio articolato in 32 Comuni della provincia di Napoli, collocati nel territorio a nord del capoluogo. La struttura costituisce l'unico Ospedale pubblico dell'isola d'Ischia e consta di 56 posti letto di degenza complessivi, dei quali 24 di chirurgia e ortopedia, 16 di medicina, 8 di Utic e cardiologia e 6 pediatria. operatoria. È una conquista inoltre il reparto di oncologia (Roberto Mabilia lo specialista) come la sezione di dialisi con 18 posti e la diagnostica per immagini dotata di nuova apparecchiatura diagnostica a 16 slides

Direzione Sanitaria

e nel nosocomio campano si fanno interventi sul cuore di eccellenza, cliccate sul link qui sotto

http://www.teleischia.com/160123/ospedale-rizzoli-cardiologia-intervento-chirurgico-allavanguardia/

 

 

 

IL MANIFESTO DEL CONVEGNO

 

 

         I MEDICI  GIANNI DONIGAGLIA E LARA FREDIANI

 

 

 

 

    IL MODERATORE STEFANO BRAMANTI E IL DR MARIO MELLINI RELATORE PER LO SPI CGIL

 

 

 

 

 IL SEGRETARIO DELLO SPI CGIL ELBA LUCIANO LUNGHI

 

 

 

 

      UNA PARTE DEL PUBBLICO INTERVENUTO

 

 

  ANCORA PUBBLICO

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